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La grammatica dei piccoli passi: Augusta, Valter e una luce che non trema

C’è una dignità silenziosa nelle storie che durano. A maggio Augusta e Valter Alimenti, di Macerata, festeggeranno cinquant’anni di matrimonio. Non sono solo giorni e mesi messi in fila; è una geografia di sguardi e di scelte che si rinnovano. La loro testimonianza ha aperto, Domenica 4 Gennaio 2026, il quinto anno del progetto “Il Vangelo letto e pregato in Famiglia” dell’Istituto Santa Famiglia Italia. Ma dietro l’etichetta di un appuntamento ufficiale, c’è il racconto di una vita che ha saputo farsi casa.

L’istante del nuovo inizio

Quasi quarant’anni fa, la loro rotta ha cambiato direzione. Colpisce il modo in cui ricordano l’incontro con Don Stefano Lamera, Sacerdote della Società San Paolo: nessuna parola difficile, solo un invito che sapeva di libertà. «Aprite il Vangelo e fate quello che troverete scritto», disse loro il sacerdote. Lo aprirono e le parole che incontrarono furono quelle del Prologo di Giovanni: “In principio era il Verbo…”. È un cerchio che si chiude: il testo che ha dato inizio al loro cammino quarant’anni fa è lo stesso che hanno commentato oggi, con la saggezza di chi quella Parola l’ha vista farsi carne. «Il Signore passa, sta a voi accoglierlo», diceva Don Lamera. Augusta e Valter hanno semplicemente aperto la porta.

La luce nel tempo della prova

Ma la fedeltà non è un sentiero in discesa. Augusta racconta dei sette mesi passati a letto, immobile, per difendere la vita del suo secondo figlio, Giacomo. È in quei momenti, tra le pareti di una camera d’ospedale, che capisci di che pasta è fatta la speranza. «Il Signore ci chiedeva quel sacrificio per prepararci a una gioia ancora più grande», spiega oggi. Quella sofferenza non è andata perduta: è diventata la carne di un figlio che oggi, da diacono e architetto, ricostruisce chiese e legami. È la prova che la luce di Dio non si spegne mai, nemmeno quando le finestre sembrano sbarrate.

L’eredità dei gesti

Oggi la loro missione è l’ascolto delle coppie ferite. Non portano teorie, ma la loro stessa unione, semplice e solida. La loro gioia più pura è vedere un nipote di sette anni che prega il Rosario: un filo che unisce le generazioni. «Dio non lo ha mai visto nessuno, ma noi cerchiamo di farlo vedere con la nostra semplicità». È questa la loro forza: non pretendere di spiegare l’assoluto, ma lasciarlo trapelare da come si tengono per mano.

Guarda la testimonianza e segui il cammino

Puoi guardare il video integrale di Augusta e Valter sul Canale YouTube dell’Istituto Santa Famiglia Italia a questo link.

Ti aspettiamo ogni Domenica alle ore 07.30 per la diretta de “Il Vangelo letto e pregato in Famiglia”: un appuntamento per chi crede che la Parola abbia ancora il potere di illuminare le stanze della nostra quotidianità. Se non riuscissi a collegarti per la diretta, la registrazione resta disponibile allo stesso link per essere guardata in qualsiasi momento.

 

Équipe Comunicazione
Istituto Santa Famiglia

 

 

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