Non basta la buona volontà
Tempo di lettura: 1 min. 14 sec.
23 Giugno 2026. In un mondo che corre, nel 3° Giorno della Novena a San Paolo Apostolo 2026, riscopriamo l’arte della preparazione: perché fermarsi non è mai tempo perso.
L’intuizione di una notte
Il Beato Giacomo Alberione, nelle riflessioni che hanno segnato la sua vita e che hanno dato origine alla Famiglia Paolina, ci lascia un’immagine strepitosa. In una notte decisiva della sua giovinezza, non sentì l’urgenza di correre a cambiare il mondo, ma quello che definì un “profondo obbligo” di prepararsi.
Non lo fece per nutrire il proprio ego, ma per essere all’altezza delle persone che avrebbe incontrato. È un monito che vale per ogni professione e per ogni legame: per fare bene qualsiasi cosa, la buona volontà da sola non basta. Serve un mestiere dell’anima.
Nazaret e il paradosso del tempo
Nel suo commento di oggi, Don Franco Soliman, Sacerdote della Società San Paolo (SSP), ci sfida con un numero che fa riflettere. Gesù scelse trent’anni di silenzio per soli tre anni di missione pubblica.
Come abbiamo visto nel racconto del secondo giorno di questa Novena, l’unità e la missione richiedono basi solide. È il crollo dell’illusione che l’improvvisazione sia un pregio. Don Franco però non si ferma qui. Nel video tocca un punto che riguarda la fragilità di ognuno di noi, svelando un meccanismo che ribalta completamente il senso della nostra fatica quotidiana.
Un segreto da scoprire
C’è un passaggio nel filmato di oggi che spiega come trasformare la consapevolezza dei nostri limiti in una forza inaspettata. È la chiave per smettere di agire per inerzia e iniziare a incidere davvero sulla realtà che ci circonda. Invitiamo ad ascoltare la sua riflessione. È un modo per guardare ai propri limiti non come a un muro, ma come a una porta socchiusa verso il 30 Giugno, giorno della Festa di San Paolo Apostolo 2026.
Équipe Comunicazione
Istituto Santa Famiglia
Guarda il video del 3° Giorno della Novena:

