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L’amore che resta: Noemi, Loreto e la forza dell’affidamento

Ci sono storie che hanno bisogno di tempo e di silenzio per svelare la propria bellezza. Quella di Noemi e Loreto Occhiello somiglia a un ricamo dove ogni filo, anche quello più scuro, concorre a un disegno più grande. È Domenica 18 gennaio 2026 e la loro testimonianza entra nelle nostre case attraverso “Il Vangelo letto e pregato in Famiglia“, il progetto dell’Istituto Santa Famiglia Italia che porta la Parola di Dio tra le pareti domestiche. Da Palermo, questa coppia non offre riflessioni astratte, ma una vita impastata di fede e offerta, proprio come l’Agnello di cui parla il Vangelo di oggi.

Il volto di Dio in un sorteggio

Tutto inizia con un’immagine del Buon Samaritano ricevuta durante un sorteggio in chiesa. Loreto non sa che quel gesto anticiperà la sua missione: poco dopo, Noemi gli rivela la sua battaglia con l’epilessia. In quel momento, lui riconosce in lei l’Agnello mite, il volto di Cristo di cui prendersi cura. «Gesù ci ha sognati insieme ancora prima che il mondo esistesse», dicono oggi. Mettere Cristo “avanti” ha significato per loro trasformare il fidanzamento in un tempo di castità e rispetto, dove l’egoismo lascia il posto al dono di sé.

Fidarsi al buio

Come il Battista nel Vangelo ammette di «non conoscere» Gesù, così Noemi e Loreto hanno vissuto il buio di non capire la strada. Il loro matrimonio, previsto nel maggio 2020, fu travolto dalla pandemia. Tra rinvii e incertezze, hanno scelto di «battezzare» la loro unione nella precarietà, senza aspettare tempi migliori. Quella fiducia è stata premiata: un anno dopo, proprio a maggio, è nata la loro prima figlia, segno che il Signore restituisce sempre ciò che sembra perduto.

La resa del Natale e il dono di Giovanni

La prova più dura è arrivata però con la ricerca del secondo figlio. Le crisi epilettiche aumentavano e Noemi era stremata dal cambio di cure. Il Natale del 2024 è stato il momento della loro “resa”: ai piedi di Gesù Bambino hanno deposto ogni pretesa, chiedendo solo la pace della salute. Un mese dopo, la vita ha risposto nel silenzio. Oggi il piccolo Giovanni ha quattro mesi: è la prova vivente che l’abbandono totale trasforma la paura in gioia. La loro storia ci ricorda che testimoniare non è fare grandi discorsi, ma mostrare che Dio abita nelle pieghe della vita ordinaria, rendendola straordinaria.

Guarda la testimonianza e segui il cammino

Puoi guardare il video integrale di Noemi e Loreto sul Canale YouTube dell’Istituto Santa Famiglia Italia a cliccando qui.

Ti aspettiamo ogni Domenica alle ore 07.30 per la diretta del “Il Vangelo letto e pregato in Famiglia“: un appuntamento per chi crede che la Parola abbia ancora il potere di illuminare le stanze della nostra quotidianità. Se non riuscissi a collegarti per la diretta, la registrazione resta disponibile allo stesso link per essere guardata in qualsiasi momento.

 

Équipe Comunicazione
Istituto Santa Famiglia

 

 

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